La passeggiata sulla Sella del Diavolo funziona perché unisce in poco tempo ciò che a Cagliari spesso si cerca in giornate separate: vista sul mare, tracce storiche e un sentiero che resta accessibile anche a chi non vuole fare trekking lungo. In questa guida trovi come si sviluppa il percorso, quale variante scegliere, da dove partire, cosa vedere lungo la salita e quali accorgimenti rendono l’uscita molto più piacevole. Se vuoi capire se vale davvero la pena inserirla in una giornata in Sardegna, qui trovi le risposte utili.
I dati utili da avere prima di salire alla Sella del Diavolo
- Tempo realistico: considera da 1 ora e mezza a 2 ore e mezza, in base all’anello scelto e alle soste.
- Difficoltà: facile-moderata, ma il caldo, il vento e il fondo calcareo possono farla sembrare più impegnativa.
- Punto di partenza più comodo: Calamosca; Marina Piccola è una buona alternativa per chi arriva dal Poetto.
- Orientamento: il tracciato è riconoscibile grazie alla segnaletica con i pallini verdi.
- Cosa vedere: Poetto, Cala Fighera, la torre costiera, il Forte di Sant’Ignazio e resti archeologici punici e romani.
- Attrezzatura minima: scarpe chiuse, acqua, cappello e una giacca leggera se soffia vento.
Che tipo di percorso è davvero
Il bello di questo itinerario è che non richiede una preparazione particolare, ma nemmeno va preso come una passeggiata urbana. Il dislivello è contenuto, però il sentiero sale, il terreno è irregolare e in alcuni punti il panorama distrae più del dovuto: è facile fermarsi spesso, e il tempo finale cambia parecchio.
Io la dividerei in tre versioni pratiche, così è più semplice scegliere in base al tempo che hai e a come vuoi vivere la salita.
| Variante | Distanza indicativa | Tempo medio | Impegno | Quando conviene |
|---|---|---|---|---|
| Salita rapida e ritorno | 3,5-4 km | 1-1,5 ore | Facile | Se hai poco tempo e vuoi arrivare al punto panoramico principale |
| Anello classico | 4,5-5,5 km | 1,5-2,5 ore | Facile-moderato | Se vuoi vedere più scorci e non limitarti alla cima |
| Uscita al tramonto o guidata | Circa 5 km | 2-3 ore | Moderato | Se ti interessa anche il racconto storico e vuoi fermarti di più |
La sintesi è semplice: se vuoi solo “fare la Sella”, basta una mezza giornata molto corta; se invece vuoi un’esperienza più completa, l’anello restituisce molto di più. Da qui il punto vero non è quanto sia lunga la salita, ma da dove conviene entrarci e come orientarsi senza perdere tempo.
Da dove partire e come orientarti senza perdere tempo
La partenza più intuitiva resta Calamosca, perché il sentiero si legge bene fin dall’inizio e ti porta subito dentro il paesaggio giusto. Marina Piccola è comoda se arrivi dal Poetto o se vuoi collegare la passeggiata a una giornata di mare. In entrambi i casi, la segnaletica a pallini verdi aiuta davvero a non sbagliare strada.
Qui farei una raccomandazione molto pratica: non cercare scorciatoie. Il promontorio è in un’area delicata e il tracciato va seguito così com’è, senza tagli nella macchia mediterranea o deviazioni improvvisate. Quando il fondo è umido o il vento è forte, ogni deviazione aumenta solo il rischio di scivolare o di perdere l’orientamento.
- Se arrivi in auto, parti presto: in alta stagione il parcheggio si riempie in fretta.
- Se arrivi con i mezzi, Calamosca è la base più semplice per non complicarti la logistica.
- Se vuoi fare una camminata lineare, il ritorno sullo stesso tracciato è la scelta più rapida.
- Se vuoi più varietà, l’anello più ampio ti permette di toccare più punti panoramici senza allungare troppo la giornata.
Una volta capito l’accesso, il percorso smette di essere solo una salita breve e diventa una lettura molto concreta del paesaggio di Cagliari. Ed è proprio lungo il cammino che la Sella mostra il meglio di sé.

Cosa vedrai lungo il cammino
Qui il valore non sta solo nella cima, ma nella successione di scorci che si aprono strada facendo. Il primo elemento che colpisce è il contrasto tra il bianco della roccia e il blu del mare, poi arrivano i punti più riconoscibili: Poetto da un lato, Cala Fighera dall’altro e, quando il cielo è limpido, una vista ampia sul Golfo degli Angeli.
Il percorso è interessante anche per chi cerca attrazioni con un minimo di contenuto storico, non solo una bella foto. Lungo il promontorio si incontrano resti punici e romani, tracce di cisterne, la torre costiera e il Forte di Sant’Ignazio. Non sono elementi musealizzati in modo classico, quindi vanno letti come parte del paesaggio: è questo che li rende più affascinanti, ma anche meno “espliciti” per chi sale senza fermarsi un attimo.
- Il belvedere su Poetto è il punto più immediato da cui capisci la forma del promontorio.
- Cala Fighera aggiunge un lato più selvaggio, con un colpo d’occhio molto diverso dalla spiaggia.
- La torre e il forte raccontano l’importanza strategica della costa nei secoli.
- I resti archeologici danno alla passeggiata una profondità che molti sottovalutano alla prima visita.
La leggenda della sella del diavolo aggiunge colore, ma per me la vera forza del posto è un’altra: in meno di due ore riesci a vedere natura, archeologia e città nello stesso campo visivo. E proprio perché sembra semplice, conviene scegliere bene quando andare e cosa portare.
Quando andarci e cosa portare nello zaino
Io sceglierei primavera e inizio autunno come finestre migliori, perché il sentiero si gode davvero senza il peso del caldo estivo. Anche nelle giornate buone, l’orario fa una differenza netta: al mattino trovi temperature più gestibili, mentre al tramonto la luce valorizza molto il profilo del promontorio. A metà giornata, invece, il sole può rendere la salita molto più faticosa di quanto suggerisca la distanza.
Un altro dettaglio da non ignorare è il fondo calcareo: quando piove o il terreno è umido, diventa più scivoloso. Non è il classico sentiero da affrontare con leggerezza assoluta, soprattutto se vuoi allungarlo verso i tratti più esposti.
- Scarpe chiuse con suola aderente, meglio se da trail o trekking leggero.
- Acqua almeno 1 litro a persona; d’estate anche di più.
- Cappello e crema solare, perché l’ombra non è continua.
- Giacca leggera antivento, utile più spesso di quanto sembri.
- Torcia se prevedi di rientrare al buio.
Di sera o al tramonto la passeggiata può essere molto bella, ma io la consiglierei con più prudenza se non conosci già il tracciato. E da qui viene naturale parlare degli errori che rovinano più spesso l’escursione.
Gli errori che rovinano più spesso l’escursione
La Sella del Diavolo è uno di quei posti in cui basta poco per alzare o abbassare la qualità dell’esperienza. Ecco gli sbagli che vedo più spesso, soprattutto nelle uscite improvvisate.
- Partire nelle ore più calde. In estate è il modo più rapido per trasformare un sentiero piacevole in una salita pesante.
- Usare scarpe inadatte. Infradito e suole lisce non hanno senso qui: il terreno non perdona.
- Sottovalutare il vento. Sul promontorio può cambiare la percezione del freddo e disturbare l’equilibrio nei tratti più aperti.
- Bere troppo poco. Anche una camminata breve consuma più energie quando il sole batte forte.
- Uscire dal sentiero segnato. È il classico errore di chi vuole “fare prima”, ma qui il risultato è quasi sempre peggiore.
Io non la farei mai come passeggiata casuale da spiaggia, e soprattutto non la farei in fretta solo per dire di esserci stato. Il percorso dà il meglio quando lo tratti come una piccola escursione, non come un attraversamento qualsiasi. Se invece vuoi inserirlo bene in una giornata più ampia a Cagliari, il discorso cambia ancora.
Come inserirlo in una giornata a Cagliari senza fare corse inutili
Se hai poche ore, la soluzione più intelligente è partire da Calamosca, salire fino al punto panoramico principale e tornare indietro. È la versione più lineare, quella che ti lascia tempo per un caffè, una pausa in riva al mare o un passaggio rapido in città. Se hai mezza giornata, l’anello più ampio ha molto più senso, perché il percorso non resta una semplice salita ma diventa una vera esperienza di costa.
Per chi viaggia in Sardegna in moto o in auto, la Sella del Diavolo è una sosta quasi perfetta: breve, scenografica e facile da incastrare tra Poetto, Marina Piccola e il quartiere di Sant’Elia. Se vuoi massimizzare il risultato, scegli un orario limpido, porta l’attrezzatura minima giusta e non cercare di farne più di quanto il sentiero richieda davvero. È uno di quei posti che funzionano proprio quando li affronti con misura.