Le spiagge sarde cambiano molto in base a costa, vento e accesso
- La selezione privilegia paesaggio, qualità dell'acqua, facilità di visita e varietà geografica.
- Alcune spiagge sono immediate e comode, altre richiedono sentieri, barca o prenotazione.
- Per le baie più famose conviene muoversi presto, soprattutto nei mesi centrali dell'estate.
- Le spiagge protette premiano chi organizza il viaggio con un minimo di anticipo.
- Se vuoi comodità, scegli fondali bassi e accessi semplici; se vuoi spettacolo puro, accetta qualche compromesso logistico.
Come ho costruito questa selezione
Io non la leggo come una classifica rigida dal numero 1 al numero 20. Ho preferito una selezione curata: spiagge che si distinguono per colore del mare, forma del paesaggio, facilità di accesso, tenuta turistica e capacità di restare memorabili anche quando le condizioni non sono perfette.
In Sardegna la differenza vera non la fa solo la bellezza assoluta, ma il tipo di giornata che vuoi costruire. C'è la spiaggia da vivere in modo semplice, quella che richiede un tratto a piedi, quella che dà il meglio in barca e quella che sembra nata per una sosta breve ma intensissima. È da questa idea che parte la lista.

Le spiagge del nord-ovest e della Gallura
Qui il paesaggio alterna baie facili e angoli più selvaggi. Io partirei da Stintino e da Capo Testa, poi risalirei verso la Gallura più nota solo per le spiagge che hanno davvero un motivo per restare nella memoria.
Stintino e Capo Testa
1. La Pelosa, Stintino. È la spiaggia-cartolina per eccellenza: fondale bassissimo, sabbia chiarissima, acqua ferma e un colore quasi irreale. Nel 2026 il Comune di Stintino conferma ancora l'accesso a numero chiuso, quindi va prenotata in anticipo; qui l'errore classico è arrivare pensando di trovare posto all'ultimo minuto.2. Rena Bianca, Santa Teresa Gallura. La spiaggia cittadina più comoda da vivere senza rinunciare a un mare limpido e basso. La metto in alto perché è lunga circa 700 metri, si raggiunge facilmente dal centro e funziona bene se vuoi fare il bagno senza trasformare ogni uscita in una piccola spedizione.
3. Li Cossi, Costa Paradiso. Qui il percorso a piedi fa parte dell'esperienza: il sentiero tra rocce rosa e macchia mediterranea prepara già alla scena finale. Non è la cala più semplice, ma è una delle più fotogeniche dell'intera costa nord-occidentale, proprio perché resta raccolta e un po' nascosta.
4. Cala Grande, la Valle della Luna. Capo Testa mostra il lato più selvaggio della Gallura, con una distesa di circa 500 metri che scende verso il mare tra costoni granitici e calette aperte al vento. L'accesso non è il più agevole, ma proprio per questo conserva un'atmosfera meno scontata e un tramonto che vale il tempo speso per arrivarci.
Costa Smeralda più quieta
5. Capriccioli, Arzachena. Più piccola di altre baie della Costa Smeralda, ma molto equilibrata: sabbia fine, granito, acque riparate e un paesaggio che resta elegante senza diventare rigido. La consiglierei a chi vuole bellezza e accesso relativamente semplice, senza inseguire per forza la spiaggia più famosa del momento.
Dal nord-ovest, il passo successivo è naturale: il nord-est concentra alcune delle spiagge più note dell'isola, ma anche le differenze più utili per chi viaggia con tempi stretti.
Le spiagge del nord-est e del golfo di Orosei
Se il nord-ovest è fatto di contrasti, il nord-est è la parte dell'isola dove le spiagge si fanno più iconiche. Qui il mare cambia carattere nel giro di pochi chilometri: da baie attrezzate a calette che chiedono una barca o un trekking serio.
San Teodoro e Olbia
6. Cala Brandinchi, San Teodoro. Non a caso la chiamano "piccola Tahiti". È splendida ma molto frequentata, quindi la differenza tra una giornata riuscita e una deludente spesso la fa l'orario di arrivo: prima arrivi, più senti davvero la qualità dell'acqua e del paesaggio.
7. La Cinta, San Teodoro. Cinque chilometri di arco sabbioso, dune e fondale basso, con un accesso semplice dalla periferia del centro abitato. È una delle scelte più intelligenti se cerchi un mare bello senza rinunciare a spazio, camminate leggere sul bagnasciuga e un minimo di respiro.
8. Lu Impostu, San Teodoro. È la continuazione più naturale del sistema di spiagge di San Teodoro e spesso restituisce un'impressione più ordinata di Brandinchi. La scelgo quando voglio un compromesso migliore tra bellezza e respiro, soprattutto se non ho voglia di stare troppo schiacciato tra ombrelloni e passaggi continui.
9. Porto Istana, Olbia. Quattro piccole calette separate da fasce rocciose, con fondale bianco e basso e una linea d'acqua che resta molto leggibile anche per chi viaggia con bambini. È una soluzione pratica se arrivi da Olbia o se vuoi una giornata semplice, senza rinunciare a un mare molto pulito.
Baunei e il cuore del golfo
10. Cala Luna, Baunei e Dorgali. La sua striscia di sabbia dorata incastonata tra le falesie resta una delle immagini più forti del golfo di Orosei. Non è una spiaggia da sosta veloce: merita tempo, perché il colpo d'occhio cambia davvero il ritmo del viaggio.
11. Cala Mariolu, Baunei. I sassolini chiari sembrano neve, e il mare cambia dal turchese al verde con una rapidità quasi fastidiosa per chi ama fotografare tutto. Si arriva meglio in barca o con un trekking impegnativo, quindi è una meta da programmare e non da improvvisare.
12. Cala Goloritzé, Baunei. È il simbolo puro del golfo: guglia, arco naturale e mare trasparente in una cala che sembra scolpita. L'accesso è regolamentato e l'ormeggio vicino alla riva non è consentito, quindi qui il rispetto delle regole fa parte della visita tanto quanto il bagno.
13. Cala dei Gabbiani, Baunei. Sta quasi in continuità con Mariolu, ma è più tranquilla e meno celebre. Io la considero una buona scelta quando vuoi restare nel grande spettacolo del golfo senza stare nel punto più battuto dalle foto e dalle barche.
Baronia
14. Oasi di Bidderosa, Orosei. Cinque calette dentro un parco di 860 ettari: il mare è bellissimo, ma il contesto lo è ancora di più. L'accesso ai veicoli è limitato da maggio a fine ottobre, quindi conviene organizzarsi prima e non trattarla come una spiaggia qualsiasi.
15. Berchida, Siniscola. Una mezzaluna di sabbia bianca lunga e spaziosa, sostenuta da dune e ginepri, con una sensazione di ampiezza che oggi è sempre più rara. È il posto giusto quando vuoi luce, respiro e meno percezione di spiaggia compressa.
Per chiudere la mappa, il sud e la costa occidentale aggiungono il pezzo che spesso manca nelle guide superficiali: spazi larghi, colori forti e un mare che cambia completamente tono.
Le spiagge del sud e della costa occidentale
Qui la Sardegna smette di sembrare una sequenza di cartoline identiche e mostra la sua parte più varia. Villasimius e Chia danno il mare più immediato e fotografabile; Sinis e Costa Verde sono la scelta giusta quando cerchi uno scenario meno addomesticato.
Villasimius, Sarrabus e Chia
16. Porto Giunco, Villasimius. Sabbia finissima, mare placido e il contrasto con lo stagno di Notteri dietro la spiaggia costruiscono una delle immagini più riconoscibili del sud-est. È una delle carte vincenti della zona quando vuoi una giornata classica ma molto fotogenica.
17. Punta Molentis, Villasimius. È piccola, scenografica, quasi incastrata tra granito e mare chiaro. Proprio per questo va affrontata presto: il fascino ha un prezzo in termini di affollamento, e arrivare tardi spesso significa perdere la parte migliore della giornata.
18. Tuerredda, Teulada. È una delle immagini più immediate della Sardegna caraibica: acqua intensissima, sabbia chiara, isolotto davanti e un contesto che funziona bene anche fuori dai weekend. Il Comune di Teulada ha attivato anche per l'estate 2026 la prenotazione del posto in spiaggia, quindi conviene verificare prima di partire.
Leggi anche: Punta Molentis - Guida completa per un'esperienza perfetta
Sinis e Costa Verde
19. Is Arutas, Cabras. Non c'è sabbia come te l'aspetti, ma quarzo finissimo che somiglia a chicchi di riso. È una scelta quasi didattica: ti ricorda che in Sardegna il paesaggio cambia davvero da costa a costa, e che la bellezza non segue sempre gli stessi codici.
20. Piscinas, Arbus. Dune alte fino a 60 metri e una spiaggia che sembra allungarsi all'infinito nella Costa Verde. È il luogo che chiude bene la selezione perché rappresenta il lato più selvaggio e quasi desertico del mare sardo, quello che non ha bisogno di eccessi per farsi ricordare.
Se dovessi riassumere questa parte con una sola idea, direi che il sud e l'ovest non puntano solo sul colore dell'acqua: puntano sulla forza del paesaggio. Ed è una differenza che si sente subito quando arrivi sul posto.
Quali spiagge scegliere in base al tipo di viaggio
Se devo semplificare, io ragiono per uso reale: famiglia, fotogenia, fatica, spazio o comodità. È il modo più rapido per non scegliere la spiaggia sbagliata solo perché è la più famosa.
| Se vuoi | Scegli queste spiagge | Perché funzionano |
|---|---|---|
| Mare facile e fondale basso | La Cinta, Rena Bianca, Porto Istana | Accesso semplice, acqua calma e poca complessità logistica |
| Effetto cartolina | La Pelosa, Cala Grande, Piscinas | Paesaggi forti, colori immediati e immagini che restano in testa |
| Cale da raggiungere con più impegno | Cala Goloritzé, Cala Mariolu, Cala Luna | Premiano chi accetta barca o trekking e reggono bene il mito |
| Spazio e meno folla | Berchida, Bidderosa, Li Cossi | Più respiro, soprattutto fuori dagli orari di punta |
| Comfort e servizi | Capriccioli, Porto Giunco, Tuerredda | Buon equilibrio tra bellezza e praticità quotidiana |
Quando andarci davvero per vederle al meglio
Se posso darti un solo consiglio pratico, è questo: non giudicare la Sardegna da un solo giorno di agosto. I periodi migliori, per equilibrio tra clima, mare e vivibilità, restano in genere tra maggio e giugno e tra settembre e l'inizio di ottobre; luglio e agosto sono ancora ottimi, ma vanno affrontati con orari intelligenti e un po' di pazienza.
Io partirei presto, soprattutto per La Pelosa, Cala Brandinchi, La Cinta, Porto Giunco e Tuerredda, perché il parcheggio e la luce del mattino fanno una differenza enorme. Conta molto anche il vento: il maestrale, cioè il vento da nord-ovest, pesa soprattutto sulle coste esposte a nord-ovest e ovest, mentre i litorali più riparati possono restare piacevoli anche quando altrove il mare si muove troppo.
Per questo non guardo mai solo la foto più bella: guardo il giorno, il vento e la costa. È il modo più semplice per non arrivare nel posto giusto al momento sbagliato.
Accessi, prenotazioni e regole che evitano brutte sorprese
Le regole che contano di più non sono burocratiche, sono pratiche. La Pelosa resta a numero chiuso nel 2026 e, in alta stagione, conviene prenotare senza rimandare; Tuerredda, dal canto suo, gestisce l'afflusso con prenotazione estiva, quindi non va trattata come una spiaggia "libera" in senso ingenuo. Se vuoi evitare sorprese, verifica sempre prima di partire, soprattutto quando viaggi nei mesi centrali dell'estate.
Altre spiagge chiedono semplicemente più rispetto e più organizzazione. Bidderosa limita i veicoli da maggio a fine ottobre, mentre Cala Goloritzé richiede di accettare un accesso regolamentato per proteggere un luogo che ha già una pressione altissima. Sono vincoli, sì, ma sono anche il motivo per cui queste spiagge conservano ancora una forza visiva così netta.
Io le considero lezioni di viaggio, non ostacoli. In Sardegna i luoghi migliori sono spesso quelli che ti chiedono un piccolo sforzo in più, e in cambio ti lasciano una giornata che ricordi davvero.
Il giro che farei se avessi pochi giorni in Sardegna
Se viaggi in moto, l'errore più comune è voler tenere tutto insieme. Io dividerei l'isola in due o tre basi: nord-est per Brandinchi, La Cinta, Lu Impostu, Porto Istana e Capriccioli; est per Cala Luna, Mariolu, Goloritzé, Bidderosa e Berchida; sud o sud-ovest se vuoi chiudere con Porto Giunco, Punta Molentis, Tuerredda, Is Arutas e Piscinas. Così tagli i rientri lunghi e sfrutti meglio le ore migliori, che sono quasi sempre quelle del mattino e del tardo pomeriggio.
In pratica, porto sempre con me acqua, scarpe chiuse per i sentieri, un telo leggero e un po' di margine sugli orari. Se una spiaggia ti chiede prenotazione, trattala come parte del viaggio e non come un fastidio: in Sardegna sono questi dettagli piccoli a trasformare una bella giornata in una giornata fatta come si deve.